Fukushima oggi per non dimenticare

Incidente radioattivo atomico Fukushima
Fukushima operai a lavoro
Dopo l'incidente che ha spaventato gli animi di tutti tre anni fa, come è oggi la situazione? Cosa ci dobbiamo aspettare? Perché gli organi di comunicazione non parlano più di Fukushima


Verità su Fukushima incidente nucleare

Se qualcuno di voi dovesse visitare oggi (sempre che fosse possibile) la centrale nucleare di Fukushima, troverebbe tutto come il giorno dell'incidente: i colori e l'atmosfera che circondano questa installazione umana, sembra sospesa nel tempo. I colori ma soprattutto i suoni che da essa riverberano, generano in tutti coloro che si avvicinano ad essa per lavoro, un senso di smarrimento e terrore ancora oggi, proprio per i pericoli da affrontare ogni giorno.

Nonostante i telegiornali e gli organi di informazione non ne parlino più, per non incidere nella mente delle persone un ulteriore radice di terrore nei riguardi dell'energia atomica, ritenuta "sicura" dalle lobby dell'energia e dalle masse politiche che da queste ricevono sovvenzioni annuali per le proprie campagna elettorali o di altra specie, solo per spingere il movimento che vuole vedere l'atomica come unica risorsa energetica per il futuro.

Tre anni fa un terremoto causava una immensa onda di maremoto che avrebbe inondato, superando le difese (poche a dire la verità) della centrale di Fukushima Daiichi per penetrare distruggendo, in concomitanza delle onde di terremoto, i tre reattori nucleari della centrale. Decine di persone si sono immolate in quel giorno, così come nei giorni a seguire, per evitare il peggio alla Nazione Giapponese, perfino gli anziani della zona si sono offerti per una azione Kamikaze, per cercare di fermare la fuoriuscita di materiale radioattivo e per fermare la fusione dei noccioli.

La TEPCO, società proprietaria della centrale atomica in questione, ha nascosto il più a lungo possibile la realtà della situazione, finché non è stata costretta da "gole profonde" a denunciare (non senza omertà continuata e senza spinte politiche) la situazione che stava affrontando il Giappone. Le fuoriuscite di materiale sono continuate per mesi, nonostante le frasi rassicurative dell'ufficio relazioni con il pubblico della TEPCO sia dei Governi che, al Giappone, forniscono il materiale fissile radioattivo, per paura che potessero calare le vendite di tale sostanze. 

Una nuova campagna pro-atomica è stata lanciata dalle società produttrici e fornitrici del materiale radioattivo, per cercare di recuperare la situazione di fronte all'opinione pubblica, giacché si stava discutendo di come l'energia atomica fosse una delle uniche fonti energetiche future, per la nostra società e che la sicurezza ormai avesse raggiunto livelli sicuri (cosa subito smentita dai fatti di un nuovo disastro ambientale simile a Cernobil).

Tre anni dopo, Fukushima Daiichi è un immenso cantiere. Si taglia la foresta per far spazio ai grandi contenitori di acqua contaminata che continua a essere generata al ritmo di 400 tonnellate al giorno. Akira Ono, responsabile della centrale (il suo predecessore, eroe del marzo 2011, è morto ancora giovane) dà la notizia che, dal prossimo giugno, i grandi serbatoi da mille tonnellate saranno costruiti al ritmo di 40 al mese, aggiungendosi all'attuale capacità di stoccaggio di 436.000 tonnellate. 

Il problema dell'acqua radioattiva è ancora quello più pressante, in special modo dopo che studi sull'inquinamento radioattivo derivato dall'incidente, hanno portato per tutto l'Oceano Indiano e Pacifico, sembrerebbe infatti che tutta la costa est e sud del Giappone oltre a molti punti delle coste della Corea, siano state irrimediabilmente inquinate da queste sostanze mortali.

Fukushima | Per non dimenticare incidente atomico Giappone

Nonostante la Tepco stia effettuando una agile manovra di contro informazione a riguardo, i danni sono ingenti e molte persone al mondo  non si rendono conto di quanto sia grave la situazione, colpa anche dei sistemi di distrazione dei mezzi di informazione, venduti al potere delle lobby. 

La società colpevole e il governo Giapponese, hanno cercato di far accettare alla gente e ai pescatori (già molto colpiti dagli avvenimenti negativi di Fukushima) il fatto che fosse necessario rilasciare acqua radioattiva nell'oceano, per fare lavori mirati ai reattori alleggerendo allo stesso tempo i serbatoi ormai pieni di questa acqua inquinata.

La sensazione è che si stia procedendo ancora per sperimentazioni, basti pensare che la costruzione di un muro sotterraneo raffreddato a monte e a valle della centrale (che ridurrebbe la contaminazione dell'acqua di faglia e impedirebbe allo stesso tempo di inquinare il mare di fronte) non potrà essere cominciata prima di molti mesi. 

Ci sono ancora molti test da fare prima che gli scienziati e i tecnici possano capire cosa si può fare e cosa, invece, si debba accettare come rischio per portare avanti la vita a Fukushima. In sostanza non si sa bene cosa fare e dove mettere le mani, ma non si vuole farlo capire alla popolazione mondiale, per paura che la gente cominci a svegliarsi e protesti per ciò che è statao fatto fino adesso.

La buona notizia è che i livelli di radioattività sono diminuiti nell'area, tanto che si può arrivare all'ingresso della centrale senza protezioni, però appena si passano i vari check point che si avvicinano alla zona colpita dall'incidente, si devono indossare tute di tyvek, casco, tripli guanti, doppie calze, maschera respiratrice, equipaggiamento che tutti gli operai usano quotidianamente. 

Nonostante la zona di pericolo massimo sia stata accorciata da 30 ai 5 km, alcune persone hanno ottenuto il permesso di tornare a casa di giorno ma non di dormire la notte nei propri letti, per via dei fallout che la notte ancora si verificano, cosa che la dice lunga sull'effettiva situazione in atto. 

In totale, tra tsunami e crisi nucleare, sono 267.000 i giapponesi ancora evacuati, di cui oltre 100.000 residenti in prefabbricati provvisori: ogni 11 marzo si tengono cerimonie di commemorazione in tutto il Paese, ma l'ultima sensazione è che fuori dal Giappone settentrionale, ci sia voglia di dimenticare Fukushima e lo tsunami, la storia insegna: le persone sono più interessate a ricordare stupidaggini che verità storiche, ecco perché la storia non insegna nulla alla società. 

Purtroppo, nonostante i disastri avvenuti il giorno del terremoto e dell'incidente a Fukushima, il governo giapponese ha dichiarato di volere proseguire la propria strada verso uno sviluppo dell'energia del nucleare, cosa che conferma come il Giappone sia sotto il potere dell'America, fin dalla fine della Seconda Guerra mondiale.

Possibile che 18.000 vittime non abbiano insegnato nulla al Governo giapponese? Il 2011 è stato un anno terribile per questo grande Paese orientale, che ha saputo risollevarsi dopo la sconfitta della guerra, divenendo il più grande innovatore tecnologico al mondo, ma che purtroppo rientra per certi aspetti sotto il potere di certe lobby produttive Statunitensi. 

Non si sa ancora quando le persone sfollate, che come dicevo vivono ancora nei container abitativi, potranno tornare  nelle loro case o se ci potranno tornare un giorno. Dico solo che è importante ricordare a futura memoria, questo disastro, perché ladri e imbroglioni, rappresentanti dei propri interessi o di altri, non approfittino della ignoranza della gente per causare nuovi incidenti nel mondo. Non dimentichiamo i morti del disastro e di tutti gli altri disastri accaduti nel mondo ma mai riportati dagli organi di comunicazione.

Come la radioattività arriva nell'Oceano da Fukushima guarda il video

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